sabato 29 novembre 2008

Probabili formazioni di Atalanta-Lazio


Queste le probabili formazioni di Atalanta-Lazio, in programma domenica alle 15.

Atalanta (4-4-1-1): 31 Coppola, 8 Garics, 2 Talamonti, 5 Manfredini, 6 Bellini, 79 Ferreira Pinto, 15 De Ascentis, 17 Guarente, 22 Padoin, 72 Doni, 33 Floccari. (1 Consigli, 27 Capelli, 16 Rivalta, 20 Valdes, 28 Bonaventura, 34 Defendi, 32 Vieri). All. Del Neri.

Lazio (4-3-2-1): 1 Carrizo, 2 Lichtsteiner, 25 Cribari, 22 Rozehnal, 32 Radu, 5 Brocchi, 24 Ledesma, 68 Manfredini, 10 Zarate, 17 Foggia, 18 Rocchi. (86 Muslera, 87 Diakite', 3 Kolarov, 6 Dabo, 11 Mauri, 23 Meghni, 21 S. Inzaghi). All. D. Rossi.

-Manuel-

venerdì 28 novembre 2008

Lotito: "Zarate e altri due colpi!"


Zarate logora chi non ce l’ha. Nel senso che il gioiellino biancoceleste, magnifica intui­zione del mercato 2008, di questa Lazio è la stel­la più lucente, un simbolo del presente intorno al quale costruire un grande futuro, il talento in grado di stuzzicare la fantasia dei tifosi. Ed ine­vitabilmente è anche l’attac­cante che i club di mezza Eu­ropa invidiano al presidente Lotito.

«RESTA ALLA LAZIO» - Che ieri pomeriggio, piuttosto infastidito, ha liqui­dato in poche parole l’ultima indiscrezione rimbalzata dalla Spagna. Indiscrezione che ha più il sapore di una provocazione. «Il Real vuole l’argentino? Sono tutte sciocchezze, voci destitui­te di ogni fondamento, anche perché col Real non ho mai parlato. Zarate è mio» ha ribadito anco­ra una volta il massimo dirigente biancoceleste, che si prepara a concludere l'operazione per il riscatto dell'attaccante dagli arabi dell'Al Sadd e che annuncia di essere già al lavoro, e con tratta­tive ben avviate, per consegnare a Delio Rossi al­tri due acquisti di spessore, già a gennaio. Insom­ma, se il Real gli invidia Zarate, lui fa spallucce e va avanti, pronto a stupire tutti ancora una vol­ta: «Ho pronte due bombe, gli faccio vedere io... ».

giovedì 27 novembre 2008

E Raffaella canta a casa mia...


Lazio protagonista della trasmissione “Carramba che fortuna” di Raffaella Carrà. Allo show, programma di punta della serata del mercoledì di Rai Uno, hanno partecipato l’intera rosa biancoceleste ed il presidente Claudio Lotito. Raffaella Carrà, amica da sempre della famiglia biancoceleste, ha realizzato una "carrambata" ad un tifoso che, dalla lontana Sicilia, segue con passione le vicende biancocelesti e che inaspettamente si è trovato di fronte tutta la squadra ed il suo numero uno. Il presidente Lotito, a suo agio davanti alle telecamere, ha tenuto banco ma la presentatrice ha voluto scambiare qualche battuta anche con Lichtsteiner, Ledesma, Rocchi, Pandev, Zarate, ed il tenico Delio Rossi, romagnolo come la grande Raffa nazionale.

-Manuel-

mercoledì 26 novembre 2008

Lotito: 90' di parole a Formello


Un confronto lungo quanto una partita, novanta minuti di parole per parlare una volta per tutte. Il presidente della Lazio Claudio Lotito fa sentire alla squadra la voce del padrone, richiama tutti alle proprie responsabilità, chiarisce ai suoi giocatori e allo staff tecnico - qualora ce ne fosse bisogno - ruoli e ambizioni.

Il numero uno biancoceleste ha voluto mettere la parola fine alle polemiche degli ultimi giorni, presentandosi a Formello poco prima dell’allenamento pomeridiano, subito dopo la consueta analisi della partita fatta da Rossi. Ha riunito tutta la squadra nello stanzone dello spogliatoio poi, tra quattro mura, ha ribadito i suoi pensieri con veemenza, fermezza, determinazione.
Il potere decisionale a livello tecnico spetta all’allenatore le cui scelte vanno accettate, a prescindere dagli interessi personali. La squadra ha la priorità assoluta sul singolo individuo, il collettivo e la Lazio vengono prima di ogni altra cosa.
Lotito è consapevole di aver messo a disposizione dell’allenatore un organico all’altezza della situazione, la Lazio è a un solo punto dalla zona Champions League eppure tutto rischiava di essere vanificato per l’interesse personale dei singoli giocatori. Il pericolo fa parte del passato, l’intervento tempestivo del massimo dirigente ha spazzato via le nubi. Il presidente ha dettato le regole, ha intimato ai suoi giocatori di non parlare, di fare quadrato, di non alimentare ulteriori polemiche che rischierebbero di minare l’intero ambiente.
Ma il presidente biancoceleste ha alternato «bastone e carota» facendo anche i complimenti alla squadra per il modo in cui si sta esprimendo in campo e per i risultati ottenuti fino a questo momento. Lotito ha chiesto di continuare su questa stessa strada, con maggior determinazione e più cinismo. Il presidente ha riconosciuto e apprezzato il buon lavoro svolto fino a questo momento dai suoi giocatori, invitandoli a non mollare la presa. La dirigenza non vuole correre il rischio di bissare il risultato della scorsa stagione quando, per incomprensioni interne al gruppo, arrivarono risultati disastrosi. Al summit era presente anche Igli Tare con cui il capitano Tommaso Rocchi ha avuto modo di confrontarsi prima di raggiungere i compagni di squadra sul terreno di gioco. Il giocatore già lunedì sera aveva avuto modo di confrontarsi al telefono con il proprio allenatore. Intorno alla torta di compleanno del team manager Maurizio Manzini è stata ritrovata la giusta armonia per riprendere la corsa verso l’Europa. Su Formello è tornato il sereno: al termine dell’allenamento i giocatori hanno preferito non rilasciare commenti sull’incontro con il presidente.
La squadra è attesa da una settimana di intenso lavoro: Atalanta, Milan poi Inter, tre sfide nell’arco di sette giorni che indirizzeranno il cammino da qui alla fine della stagione. In ballo, un posto nell’Europa che conta e un quarto di finale di Coppa Italia, eventualmente da disputare a Roma (partita secca), contro la vincente tra Fiorentina e Torino. Dieci giorni decisivi per la stagione del riscatto: c’è tutto per far bene. Da ieri anche la serenità.

-Simone Pieretti-

lunedì 24 novembre 2008

Rocchi-Rossi...rabbia, veleni e polemiche


La Lazio è una nave senza capitano: ommeglio, il capitano c’è, ma va in panchina. Rocchi non è contento e rende di dominio pubblico il proprio pensiero: «Accetto le scelte di Rossi ma non le condivido».

Il tecnico replica rimarcando il suoi incontestabili diritti: «Sono deputato a fare delle scelte, qui si ragiona con la filosofia dell’io e non del noi, e questa cosa non la accetto». Il botta e risposta va in scena negli spogliatoi dell’Olimpico al termine di Lazio-Genoa. Il clima idilliaco all’interno dello spogliatoio laziale sembra essere svanito alle prime difficoltà. I ben informati sussurrano anche di una riunione «carbonara» tra alcuni giocatori - non più di quattro o cinque - che avrebbero di fatto messo in discussione la politica gestionale del gruppo da parte dell’allenatore.

Rossi è il generale della Lazio, ma la scadenza contrattuale fissata al 30 giugno 2009 toglie forza e carisma al più alto in grado. «Fin quando i calciatori guadagneranno più degli allenatori la scelta dei club diventa scontata» aveva dichiarato alla vigilia della partita il tecnico di Rimini fotografando la situazione. «Pandev avrebbe gli stessi diritti di Rocchi - continua Rossi - hanno giocato un tempo a testa. Faccio sempre scelte funzionali al bene della squadra, se torniamo a ragionare individualmente facciamo un passo indietro. Loro devono solo pensare a farsi trovare pronti, le scelte le faccio io. Ho a disposizione giocatori importanti, sta a me trovare il giusto equilibrio: ci sono ancora i lavori in corso».

Il punto conquistato contro il Genoa consente alla squadra di Rossi di restare a un solo punto dalla Champions League, l’allenatore può ritenersi soddisfatto.
«È stata una partita tra due squadre forti che hanno cercato di superarsi vicendevolmente - continua il tecnico - noi fortunati in occasione del pareggio di Dabo, ma in precedenza c’erano stati due salvataggi sulla linea da parte del Genoa. Il calcio è fatto di episodi. Avremmo potuto vincere noi, avrebbero potuto vincere i nostri avversari. Rispetto all’inizio del campionato troviamo maggiori difficoltà, gli avversari ci studiano e spesso si presentano all’Olimpico con dieci giocatori dietro alla linea della palla. Abbiamo provato in tutte la maniere a vincere, sono contento della prova di carattere dei miei giocatori dopo la sconfitta nel derby».

-Simone Pieretti-

domenica 23 novembre 2008

Lazio-Genoa 1-1


Un primo tempo di studio e una ripresa d’assalto. La sintesi di Lazio–Genoa sta tutta in una frase, inguardabile la prima frazione dove dà spettacolo solo il guardalinee De Santis (disastroso), ricca di emozioni la seconda parte di match, condita da un inesistente rigore sbagliato da Milito e da due reti che sanciscono il definitivo pareggio.

In campo – Defezioni importanti tra le fila dei padroni di casa. Il giudice sportivo ha squalificato Radu e Ledesma, sostituiti dal serbo Kolarov e dal francese Dabo. Meghni vince il ballottaggio con Mauri, malissimo nel derby, davanti a sorpresa non c’è Rocchi nel tridente composto da Foggia, Zarate e Pandev. Gasperini cerca di rilanciare il suo Genoa dopo la brutta trasferta di Torino. Fuori Gasbarroni, Sculli fa l’esterno insieme a Palladino. Ancora indisponibili Paro, Milanetto e Modesto.

Si gioca – Partita che scorre via troppo contratta, Lazio timorosa e priva di idee, tridente abulico ad esclusione del solo Foggia, tempestato di falli dai giocatori genoani. Ospiti guardinghi e poco produttivi, Milito è abbandonato in mezzo a Rozehnal e Cribari dato che Sculli e Palladino spingono poco e senza lucidità. Tantissimi falli a metà campo, Mazzoleni tarda ad estrarre i cartellini. Al 30’ Meghni ruba un gran pallone e parte in dribbling, Zarate gli crea lo spazio per il tiro che sibila alla sinistra di Rubinho. Si fa vivo il Genoa al 35’, Juric lavora un buon pallone per Sculli che centra per Motta, sponda per Milito che scarica un gran destro, Carrizo c’è. Fiammate rare e improvvise, Kolarov bombarda la porta di Rubinho che ribatte sui piedi di Pandev, incommentabile il tap-in del macedone. Sul ribaltamento di fronte Vanden Borre sgroppa sulla destra sguarnita per l’assenza di Kolarov, cross basso per Milito che insacca comodamente ma Mazzoleni annulla su segnalazione del collaboratore De Santis. Goal regolarissimo, Gasperini furioso e ne ha ben donde.

Ripresa subito vivace, al 7’ Mazzoleni concede un rigore incredibile al Genoa per presunto fallo di Lichtsteiner su Sculli. Dal dischetto Milito calcia alto! Si risveglia la Lazio, Foggia e Rocchi costringono Rubinho a due prodezze. Milito cerca subito di rifarsi ma non centra la porta, sul lato opposto Rocchi servito da Brocchi calcia a botta sicura, Papastathopoulos sulla riga mette in corner. Al 24’ azione confusa in area biancoceleste, Mesto mette in mezzo un palla deviata che finisce a Milito, esterno destro che si infila nell’angolo lontano. E’ lo 0-1. I padroni di casa faticano a ritrovarsi ma al 35’ Dabo esplode un destro potentissimo dai 30 metri, Rubinho è sulla traiettoria ma si lascia sfuggire il pallone che si insacca in rete per l’ 1-1 finale.

La chiave – Delio Rossi sbaglia ancora una volta le mosse iniziali, correggendo al 46’ con l’ingresso di Tommaso Rocchi. L’attaccante veneziano dà molta più profondità al gioco biancoceleste, contrariamente all’involuto Goran Pandev. Ci vuole il miglior Rubinho per sventare le occasioni da goal che fioccano a grappoli, le principali proprio sulle conclusioni del capitano della Lazio.

La chicca – Per una volta la chicca della giornata la assegnamo in negativo, anzi le assegnamo. Nel primo tempo Vanden Borre mette in mezzo per Milito che da un metro dietro la linea del pallone insacca, De Santis che fa? Annulla incredibilmente. Nella ripresa il rovescio della medaglia, protagonista diretto l’arbitro Mazzoleni. Sculli sguscia via in area a Lichtsteiner e inciampa sul terreno di gioco, fischio del direttore di gara e calcio di rigore clamoroso. Una giornata da dimenticare per la terna arbitrale…

Top&Flop – Bene le difese ad eccezione dei terzini sinistri, vivavi Rocchi e Foggia nella Lazio, splendido Milito nel Genoa. Irriconoscibile Goran Pandev, spento e irritante, Meghni parte bene ma si spegne ancora prima di accendersi. Sul lato ligure da segnalare un pessimo Palladino, litigioso col pallone tra i piedi e sciagurato sotto porta. Rubinho guasta una partita eccellente con la papera per il pareggio laziale.

-Massimo Culello-

sabato 22 novembre 2008

Lazio-Genoa: probabili formazioni


Queste le probabili formazioni di Lazio-Genoa, in programma domenica alle 15.

Lazio (4-3-3): 1 Carrizo, 2 Lichtsteiner, 25 Cribari, 22 Rozehnal, 3 Kolarov, 5 Brocchi, 6 Dabo, 11 Mauri, 17 Foggia, 18 Rocchi, 10 Zarate. (86 Muslera, 29 De Silvestri, 13 Siviglia, 68 Manfredini, 23 Meghni, 19 Pandev, 21 S. Inzaghi). All.: Rossi.

Genoa (4-3-3): 83 Rubinho, 15 Sokratis, 13 Ferrari, 25 Biava, 4 Criscito, 7 Rossi, 88 Thiago Motta, 28 Juric, 14 Sculli, 22 Milito, 10 Palladino. (73 Scarpi, 26 Bocchetti, 29 Brivio, 8 Roman, 68 Vanden Borre, 18 Gasbarroni, 17 Jankovic). All.: Gasperini.

Arbitro: Mazzoleni di Bergamo.

venerdì 21 novembre 2008

Avv. Gentile: "Provvedimenti contro 'Il Romanista' "


“La settimana scorsa l’articolo apparso su Il Romanista è stato vergognoso”. Lo ha detto l’avv. Gian Michele Gentile – legale della S.S. Lazio – intervenendo su RadioSei. “È stato un modo gratuito di aggredire Lotito e la Lazio non sul piano sportivo, perché di sportivo non c’era niente, – continua indignato il legale – ma su quello personale mischiando cose vere, argomentazioni, allusioni e notizie dimenticate. Su questa situazione stiamo lavorando, assolutamente. Stiamo lavorando perché è stata veramente un’aggressione gratuita che non ha nessun motivo di essere fatta in quei modi e in quei termini. Ne riparleremo, abbiamo delle iniziative in corso”. In attesa di conoscere le relative azioni intraprese dalla società biancoceleste, Gentile fa il punto sul processo milanese per aggiotaggio: “Il 9 dicembre si concludono le difese. Poi ci sarà una nuova udienza fissata il 14 gennaio. Si inizierà alle 9.30 per le contro repliche richieste dal Pm e attorno alle 11 si andrà in camera di consiglio. Verosimilmente nel pomeriggio stesso avremo la sentenza”. L’avvocato conclude chiarendo che la richiesta di reclusione per Lotito a un anno e otto mesi, sia solo il punto di vista dell’accusa e manifesta fiducia per la conclusione della vicenda processuale.

-RadioSei-

giovedì 20 novembre 2008

Lazio-Mascherano, contatti


La Lazio sogna ad occhi aperti. Nonostante lo stop nel derby, il club di Lotito è ad un passo dalla zona Champions League e con questo inizio di stagione è ufficialmente concessa l’idea di un futuro in grande. Il presidente ha intenzione di rafforzare la squadra partendo dal centrocampo e il nome che farebbe impazzire i tifosi è stato individuato: Javier Mascherano.

IL MEDIANO - Ventiquattro anni, faro del Liverpool e capitano dell’Argentina, Mascherano è un campione di assoluto livello. Ha iniziato la carriera nel River Plate e grazie ad una superba Coppa Libertadores è diventato subito elemento fondamentale dei ‘Millionarios’. Dopo le parentesi con Corinthias e West Ham, Mascherano sbarca nel Liverpool per consacrarsi agli occhi degli osservatori europei. La Lazio ha già stabilito contatti con il suo procuratore.

lunedì 17 novembre 2008

Rossi: "I ragazzi hanno avuto paura"


La Lazio è uscita sconfitta dal derby con la Roma. Sconfitta di misura, che ai biancocelesti lascia molto amaro in bocca, viste anche le occasioni avute per pareggiare nel secondo tempo...

"Peccato, la partita era stata interpretata bene - ha commentato il tecnico biancoceleste Delio Rossi ai microfoni di Sky Sport - Il derby è una partita particolare, c'era troppa tensione e me ero accorto anche io. Alla fine del primo tempo ho detto ai ragazzi che c'era troppa tensione, troppa paura, che ci voleva un po' più di scioltezza. Un episodio l'ha sbloccata".

La Roma spesso batte velocemente i calci d'angolo, come ha fatto in occasione del goal di Baptista: la Lazio ci ha messo troppo per organizzarsi? "Sicuramente c'è stata disattenzione, anche perché sappiamo che la Roma fa queste cose. Ci voleva un pizzico di attenzione. Però, di errori ne hanno fatti anche loro, ma non sono stati puniti. Abbiamo creato quattro o cinque occasioni di goal nitide, ma non siamo riusciti a mettere a posto questa partita".

Avete avuto le migliori occasioni in dieci contro undici: cosa vuol dire questo? "Penso che quattro o cinque giocatori giocavano per la prima volta il derby e un po' di tensione c'era. Questo ti paralizza un po' le gambe. Ma anche per altri, che sono più navigati. Essendo anche giovani, ne hanno un po' risentito. Non c'era una spiegazione logica, perché stavamo giocando, secondo me, in una situazione per noi favorevole".

Come si esce da questo derby? "Dobbiamo valutare quello che abbiamo fatto fino ad oggi. Una partita persa, pur importante, sapendo a quanto ci tiene il nostro ambiente, non deve cancellare quanto di buono abbiamo fatto fino ad ora e che abbiamo dimostrando, parzialmente, anche stasera".

Peperones - Lazio 1-0


Quando c’è di mezzo il derby della capitale, lo spettacolo è sempre assicurato. Julio Baptista regala tre punti d'oro ai suoi, trovando la zuccata vincente al quinto della ripresa dopo un’azione nata da calcio d’angolo. Bella e immediata la reazione di una Lazio ordinata, mai doma, micidiale nelle ripartenze con i tre attaccanti che fanno soffrire fino all’ultimo gli uomini di Spalletti. Doni non fa sconti al tridente biancoceleste, para tutto il possibile ed evita un pareggio che sembrava arrivare da un momento all’altro.

In campo – Formazioni della vigilia confermate dai due tecnici Luciano Spalletti e Delio Rossi. Doni e De Rossi recuperano dai rispettivi infortuni e sono regolarmente in campo, Baptista titolare a formare un tridente mascherato, con Totti e Vucinic che parte leggermente largo. Tre punte anche per gli ospiti di turno, i biancocelesti si schierano con il tanto chiacchierato tridente, a farne le spese è Pasquale Foggia.

Si gioca – Le squadre si temono vistosamente, primi minuti di gioco all’insegna dello studio. Fiammate da una parte e dall’altra, Zarate comincia a puntare Panucci creando parecchi scompensi alla retroguardia avversaria. L’argentino non è però un terzino e al 19’ lo stesso Panucci sale sulla fascia indisturbato, cross teso per la testa di Vucinic che si avvita e costringe Carrizo alla prima vera parata del match. La Lazio non tarda a rispondere, Brocchi mette in mezzo per Zarate che schiaccia troppo la sfera di testa e manda alto da una manciata di metri. L’incontro scivola via veloce ma privo di troppi rischi, qualche punizione mal calciata dai giallorossi e Zarate che persevera nel voler dribblare tutti. Piove qualche calcione di troppo, l’arbitro Rocchi tiene in pugno la situazione con autorità. L’ultima grande occasione del primo tempo la regala la premiata coppia Pandev-Rocchi, splendida la girata aerea di quest’ultimo ma la palla vola alta.

Inizia la ripresa, bastano 5 minuti e Baptista, su cross di Totti, incorna in rete sul secondo palo. 1-0. Immediata risposta della Lazio con Zarate che in mischia colpisce di testa, Doni miracoloso in corner. La Lazio rimane in dieci per l’espulsione di Ledesma e la Roma misteriosamente si scioglie. Prima Pandev sfiora il palo, Rocchi ci prova con il destro a giro, ancora Pandev in area scarica su Doni. Gli uomini di Rossi sono tutti avanti, Vucinic in contropiede solitario serve Menez che calcia sull’ottimo Carrizo in uscita. Non c’è un attimo di sosta, Zarate riparte in slalom e regala due assist clamorosi per Inzaghi e Lichtsteiner che sprecano dal limite dell’area piccola. Non basta la reazione della Lazio, Rocchi fischia dopo 4 minuti di recupero la fine di un derby a dir poco infuocato.

La chiave – Baptista assume una posizione anomala in campo, un po’ trequartista, a volte esterno, addirittura centravanti. I movimenti della Bestia, devastante il suo fisico, costringono più volte gli avversari al fallo sistematico, fino all’espulsione di Ledesma per un’entrata in ritardo sul brasiliano. Julio sgobba, si fa largo e insacca un goal importantissimo per il prosieguo della stagione giallorossa.

La chicca – Non nominare le gesta di Mauro Zarate sarebbe un autogoal imperdonabile. L’argentino sbatte sì a volte sugli avversari ma quando ha spazio fa veramente male. Sensazionale il dribbling nel finale quando si porta a spasso Cassetti, entra in area, alza lo sguardo e pennella un assist di platino per Lichtsteiner che incorna alto da ottima posizione.

Top&Flop – Grande prestazione dei centrali difensivi da ambo le parti, ottimo Baptista nei giallorossi, Brighi regala una prestazione di pura sostanza e spirito di abnegazione. Male Perrotta, espulso nel finale, De Rossi stranamente impreciso. Sulla sponda biancoceleste brilla la stella di Zarate, Pandev e Rocchi si cercano, si trovano, ma non riescono a fare male. Impalpabile Mauri, Radu pasticcia troppe volte con il pallone e non spinge a dovere, Ledesma macchia una bella prestazione con un’ingenua espulsione. Da sottolineare una grande direzione arbitrale del toscano Rocchi.

-Massimo Culello-

venerdì 14 novembre 2008

Rocchi:"Non firmerei per il pari"


Esigenze diverse, ma un unico obiettivo: vincere il derby di domenica (ore 20.30). La Lazio di Delio Rossi, per continuare a sognare e consolidare il quarto posto in classifica. La Roma di Luciano Spalletti, invece, per allontanarsi al più presto da quell’imbarazzante quartultimo posto. Entrambe perché il derby è il derby. Nonostante la differenza in classifica, la Lazio respinge - anche per scaramanzia - l’ipotesi di essere favorita per la vittoria. Ma la maggior parte degli scommettitori punta sul risveglio della Roma.Il tridente delle meraviglieNei giorni della vigilia, Rossi ha provato più volte il modulo che prevede la presenza in contemporanea di Pandev-Rocchi-Zarate, ovvero il tridente più prolifico della serie A. “Il derby sarà una partita difficilissima. Dobbiamo pensare a noi, senza cambiare il modo di preparare la gara, e mettere in campo ciò che abbiamo provato in settimana. Di certo non firmerei per un pareggio - dice l’attaccante laziale Tommaso Rocchi - perché è una partita talmente bella e importante da giocare che ognuno farà di tutto per vincerla. Il sapore di una vittoria come questa è bellissimo”.De Rossi in dubbioAlla vigilia del derby, tegola sul romanista De Rossi. Un infortunio al polso rischia di fargli saltare la partita più attesa. Ma il centrocampista rassicura: “Credo di potercela fare a giocare”. “Dobbiamo vincere questo derby”, dice con fermezza Mirko Vucinic. La Roma “non ha altra scelta”. Anche perché i tre punti allontanerebbero i giallorossi dalla zona calda della classifica e li rilancerebbero. “Abbiamo 14 punti in meno della Lazio e dobbiamo cominciare ad accorciare questa distanza a partire già da domenica sera”, dice l’attaccante. Totti e Mexes sono ok.

giovedì 13 novembre 2008

Formello: Rossi prova lo Za-Pa-Ro


Le prime prove tattiche della Lazio che si avvicina alla supersfida di domenica sono iniziate sotto il diluvio romano.
La pioggia non ha risparmiato la truppa di Delio Rossi che solo dal pomeriggio di ieri ha cominciato a fornire qualche indicazione in più sugli eletti di domenica e sul modulo da contrapporre alla Roma di Spalletti.

Il tecnico biancoceleste, si sa, ama mischiare le carte e non è la prima volta che schiera il cosiddetto «Za-Pa-Ro» a partire dal mercoledì per poi non confermarlo in gara. Nel caso del tridente pesante il grande escluso sarebbe Pasqualino Foggia che sta dimostrando ogni giorno di più di meritarsi quella maglia.
Il grande assente di ieri invece era Cristian Brocchi, a riposo precauzionale per un leggero stiramento all’adduttore della coscia sinistra. Al fianco di Ledesma e Dabo il tecnico ha schierato Meghni che in caso di forfait da parte dell’ex milanista dovrebbe essere preferito a Mauri. Per il centrocampo infatti i dubbi si riducono a zero. Delio Rossi tornerà ad affidarsi all’esperienza di Dabo e alla fantasia di Ledesma, lo stesso Brocchi rappresenta sempre di più un punto di riferimento nello scacchiere biancoceleste. Stesso discorso per quanto concerne la retroguardia. Fiducia illimitata a Lichtsteiner, pedina fondamentale di Rossi nonché migliore acquisto (insieme con Zarate) dell’intera era Lotito. Siviglia, Rozenhal e Radu andranno a completare la linea difensiva.
Non è ancora il tempo di Matuzalem e Firmani che nonostante i loro sforzi non saranno convocabili per il derby. Oggi comunque arriveranno ulteriori indicazioni tattiche dal test amichevole in programma a Formello. La squadra prescelta per mettere alla prova una Lazio lanciatissima saranno i dilettanti dell’A.s.d. Fabrica di Carbognano. Oggi vedremo se Delio Rossi è veramente convinto di presentare al cospetto dei cugini una Lazio a trazione anteriore. Le porte di Formello rimarranno chiuse ma i tifosi biancocelesti faranno le prove generali anche fuori dai cancelli.

mercoledì 12 novembre 2008

Derby: tridente si, tridente no


Tridente sì, tridente no, tridente forse. La vigilia più lunga dell’anno per la Lazio si consumerà (si già sta consumando) con un grande dilemma: utilizzare o meno i tre super-attaccanti? Il cuore dice sì, la ragione invece frena. Perché i magnifici tre hanno finora giocato assieme solo un paio di frazioni di partite; perché con loro tre in campo contemporaneamente gli equilibri di squadra diventano precari; e perché Tommaso Rocchi non ha ancora la condizione fisica per reggere per novanta minuti.

I giorni di Rocchi E allora che fare? Delio Rossi potrebbe decidere di tenere Rocchi in panchina, come ha fatto contro il Siena, per scatenarlo nel secondo tempo. Potrebbe però anche rompere gli indugi e affrontare con lo Za-Pa-Ro la serata più attesa dell’anno. Molto dipenderà da come il capitano risponderà alle sollecitazioni cui sarà sottoposto negli allenamenti dei prossimi giorni. Un Rocchi che si dimostri di nuovo a livelli accettabili difficilmente potrebbe essere tenuto fuori. Anche perché, pur non essendo al meglio, domenica scorsa gli sono bastati 45 minuti per dimostrare tutta la sua forza, cambiando la storia di una partita che sembrava segnata. D’altro canto nella prima porzione di gara giocata assieme (la prima mezzora del secondo tempo di Verona col Chievo) i tre super-attaccanti biancocelesti hanno fatto venire il mal di testa agli avversari. Meno bene era poi andata per lo Za-Pa-Ro nel primo tempo della partita contro il Catania.

La variante Lichtsteiner Tridente sì, dunque, a patto che Rocchi stia bene. Ma come la mettiamo con i famosi equilibri di squadra? A Verona, un po’ per mancanza di alternative un po’ per convinzione, Rossi controbilanciò il tridente pesante con l’avanzamento a centrocampo di Lichtsteiner. Ci riproverà nel derby? L’interno sinistro di centrocampo dovrebbe essere Mauri, ma Rossi potrebbe piazzare lì anche il «treno svizzero» con tanto di ripescaggio di De Silvestri per il ruolo di terzino destro. Un Lichtsteiner interno sinistro potrebbe essere la mossa in grado di sparigliare il campo, come successe con Behrami nell’ultimo derby, vinto per 3-2 dalla Lazio grazie ad un gol nel recupero proprio di Valon. Di Behrami Lichsteiner ha la stessa nazionalità, lo stesso ruolo-base e la stessa duttilità tattica capace di farne un jolly preziosissimo. E allora sì, potrebbe essere proprio lui, l’uomo rivelazione della Lazio, l’«equilibratore » del tridente.

Foggia fermo Tridente sì, dunque. Anche perché la principale alternativa all’utilizzo di Rocchi, Pasquale Foggia, non sta bene. Ieri il napoletano ha saltato l’allenamento a causa di una contusione all’emitorace sinistro: le sue condizioni saranno valutate soltanto nei prossimi giorni. Rossi si è potuto consolare con il ritorno in gruppo di Cristian Manfredini, che sembra aver risolto i problemi muscolari che lo hanno fermato nelle ultime settimane. Niente da fare, invece, per Matuzalem e Firmani che continuano a lavorare a parte.

-STEFANO CIERI-

domenica 9 novembre 2008

Lazio 3, Siena Niente


Quando in novanta minuti di gioco concludi tre volte a rete e la partita finisce 3-0, qualcosa vorrà pure dire. Il cinismo è diventato il leit motiv di questa Lazio casalinga, inguardabile per tutto il primo tempo e spietata nella ripresa contro un bel Siena troppo ingordo sottoporta e contro un Carrizo in formato maxi. Una punizione di Zarate e due contropiede suggellano il risultato, decisamente penalizzante per la squadra di Giampaolo, portando così i capitolini in piena zona Champions.

In campo – Turnover forsennato per Delio Rossi in vista della stracittadina del prossimo turno, fuori Radu, Brocchi, Rocchi e Pandev (squalificato), si cambia modulo e si passa al 4-3-2-1 con Foggia e Mauri dietro al talento di Mauro Zarate. Giampaolo non ha derby a cui pensare e quindi spazio alla formazione migliore, Ghezzal vince il ballottaggio come spalla di Maccarone con Kharja in appoggio.

Si gioca – Una Lazio un po’ troppo rivoluzionata comincia con il piede sbagliato e finisce presto per farsi schiacciare da un Siena organizzatissimo. Ghezzal e Maccarone scombinano le linee dei padroni di casa, pericolosissimo il franco algerino che al 9’ incrocia il sinistro sfiorando il palo più lontano. I ragazzi di Giampaolo cingono d’assedio l’area avversaria, ancora Ghezzal con una superba girata costringe Carrizo alla prodezza con la mano di riporto. Dal corner susseguente nasce la palla goal più limpida con Maccarone che di testa da pochi centimetri mette clamorosamente a lato. Le uniche occasioni, se così si possono definire, per la Lazio arrivano da due tiracci da lontano di Ledesma e Kolarov. Capitolini inguardabili, Delio Rossi continua il suo harakiri nei primi tempi. Ripresa con Rocchi al posto di un abulico Meghni, la mossa si fa subito sentire. Al 7’ in mischia Rozehnal cicca il pallone a pochi metri da Curci, ma è il preludio all’imminente vantaggio. Rocchi viene atterrato da Rossettini al limite, sulla palla va finalmente Zarate e non Ledesma, pennellata di rara bellezze e palla che si incastra sotto l’incrocio dei pali più vicino. 1-0. I ritmi si abbassano inesorabilmente, la Lazio cerca di controllare la partita, soffre la vivacità di Maccarone ma Siviglia e Rozehnal fanno ottima guardia. Nel finale Giampaolo rischia le quattro punte, Zarate va a nozze negli spazi e dalla destra serve un assist perfetto per Rocchi che anticipa Curci e insacca in rete per il 2-0. All’ultimo minuto ancora Zarate semina avversari e spara su Curci, ribattuta su Lichtsteiner che con freddezza appoggia per Rocchi che a porta vuota chiude sul 3-0.

La chiave – L’ingresso di Rocchi corregge un modulo pasticcione e assolutamente inutile contro un Siena messo benissimo in campo da Giampaolo. Inspiegabile trovare un perché alle scelte di Rossi nei primi tempi, quasi sempre in sofferenza e raramente chiusi in vantaggio. La correzione tattica di inizio ripresa costringe la difesa senese a preoccuparsi di un giocatore in più, quel Tommaso Rocchi finalmente decisivo e in condizione fisica ottimale.

La chicca – Ancora una volta la vetrina se la prende di prepotenza Mauro Matias Zarate con una perla di infinita bellezza. Sul calcio piazzato dal limite dell’area si presenta per la prima volta lui, contrariamente a Ledesma, vero monopolizzatore dei calci di punizione in casa biancoceleste. Posizione più ideale per un mancino ma Mauro Matias prende la mira, attende il fischio e disegna una parabola fantastica con la “gambeta”, infilando il sette più vicino contro un guardingo e incolpevole Curci.

Top&Flop – Zarate e Rocchi risultano decisivi ai fini del risultato, ottima la coppia Siviglia – Rozehnal che cinta d’assedio mette pezze ovunque. Male Meghni, inopportunamente schierato dall’inizio. Dal lato toscano ottima prova del colombiano Zuniga, rapido e roccioso, discreta la prova di Maccarone e Ghezzal, Portanova e Rossettini crollano nel finale.

-Massimo Culello-

Probabili formazioni di Lazio-Siena


Le probabili formazioni di Siena-Fiorentina, incontro dell'undicesima giornata del campionato di Serie A in programma domani alle ore 15:

LAZIO (4-3-1-2) - Carrizo; Lichtsteiner, Diakite, Rozehnal, Kolarov; Dabo, Ledesma, Meghni; Mauri, Zarate; Rocchi.
Allenatore: Delio Rossi.

SIENA (4-3-1-2) - Curci; Rossettini, Moti, Portanova, Del Grosso; Vergassola, Codrea, Galloppa; Kharja; Frick, Maccarone.
Allenatore: Marco Giampaolo.

Arbitro: Christian Brighi di Cesena.

venerdì 7 novembre 2008

Non snobbare il Siena


In casa Lazio, in questi giorni, alcuni sembrano pensare più al derby in programma il 16 novembre, che all'imminente sfida casalinga che opporrà i biancocelesti al Siena.

Se per certi versi è comprensibile che i tifosi inizino già a prepararsi alla stracittadina, i sostenitori laziali devono però augurarsi che questo non accada all'interno della squadra, perchè la partita di domenica è importantissima e la compagine di Delio Rossi dovrà fare di tutto per cercare di conquistare l'intera posta in palio.

Battere i toscani, infatti, sarebbe ottimo per la Lazio: in primo luogo, perchè la formazione biancoceleste conquisterebbe tre punti di platino nella corsa al ritorno in Europa, e poi perchè vincendo inizierebbe nel migliore dei modi la settimana del derby, senza quelle piccole polemiche o quei malumori che sempre arrivano dopo prestazioni negative e che potrebbero minare proprio in quei giorni la serenità di uno spogliatoio che fino a questo momento ha dimostrato di essere l'arma in più della squadra romana.

Per questo, a nostro avviso, sarebbe da evitare un turn over esasperato: già mancherà Pandev, squalificato, e l'assenza non sarà affatto di poco conto. In più ci sono Mauri, Foggia e Rocchi, che non sono in condizioni ottimali, e azzardare qualche altro cambio di troppo in una formazione che dal punto di vista medico è già in difficoltà potrebbe essere pericoloso.

La Lazio, poi, undici titolare a parte, non deve sbagliare l'approccio alla gara. Dovrà scendere in campo determinata e concentrata, perchè già in passato (Bologna docet) ha dimostrato che rischia di incorrere in brutte figure se smarrisce la cattiveria e l'umiltà che invece devono costituire una costante nell'atteggiamento di Delio Rossi e dei suoi giocatori. Il Siena è una delle rivelazioni di questo primo scorcio di stagione: per batterlo ci vorrà la miglior Lazio possibile.

Da lunedì, poi, si inizierà a pensare al Derby. Sarebbe un peccato, dopo aver ricominciato a correre, fermarsi proprio sul più bello.

-Roberto Arduini-

martedì 4 novembre 2008

Zarate e Ledesma da nazionale


Oggi la lista dei convocati per l’amichevole contro la Scozia.
Diego Maradona, nuovo commissario tecnico dell’Argentina, oggi verrà presentato a Buenos Aires e diramerà la lista dei convocati per l’amichevole del 19 novembre in Scozia. Carrizo sarà confermato come il portiere titolare della Seleccion. Ledesma e Zarate aspettano. Maurito è sotto osservazione. La sorpresa è legata al playmaker argentino della Lazio, preso in considerazione come possibile alternativa a Cambiasso, considerato in bilico. C’è un’altra novità: Maradona, convocazioni a parte, è curioso di scoprire e conoscere i giovani talenti che si stanno affermando in Europa. E partirà nelle prossime ore per un tour che lo porterà in Spagna, Inghilterra e Italia. Roma potrebbe essere forse la sua prima tappa. E se anche non ha fatto ancora arrivare segnali diretti alla Lazio, appare scontato (dicono nel suo entourage) che possa venire a seguire da vicino Carrizo, Ledesma e Zarate, peraltro amico di famiglia. Chissà che non si affacci a Formello o addirittura allo stadio Olimpico domenica prossima.
Intanto sono ore decisive per il contratto di Maurito, che si legherà per cinque anni alla Lazio.

domenica 2 novembre 2008

Ci pensa Pasqualino!


Una Lazio volitiva, confusionaria e sprecona, strappa coi denti tre punti fondamentali per la risalita in classifica. Dopo un primo tempo in cui il Catania chiude tutti gli spazi, nella ripresa Zarate crea voragini sulla fascia sinistra catanese e da un’invenzione del talento argentino nasce il goal vittoria di Foggia, bravo e glaciale dinanzi a Bizzarri. Partita a scacchi tra i due allenatori, bravo Rossi a crederci fino alla fine, un gradino sotto Zenga che tiene inspiegabilmente in panchina il bomber Paolucci per tutti novanta minuti.

In campo – Delio Rossi stupisce tutti e schiera una squadra a trazione anteriore. Zarate, Pandev e Rocchi insieme dal primo minuto e Mauri in mediana in pieno stile Zemaniano. Difesa confermata in blocco. Walter Zenga continua col turnover forsennato, fuori Martinez e dentro Izco a comporre con Plasmati e Mascara un tridente decisamente mascherato.

Si gioca – Buona verve iniziale da parte dei padroni di casa, trame fitte di passaggi alla ricerca dei tre uomini davanti. Subito pericoloso Pandev che col sinistro da posizione defilata impegna Bizzarri in una parata scomposta. Il Catania prende presto le misure alla squadra di Rossi, ottimo il lavoro dei tre mediani, bravo Plasmati a tenere su i suoi con ottime sponde per l’accorrente Mascara. Il tridente capitolino stenta come nelle peggiore delle previsioni, Zarate per i primi trenta minuti sbatte contro gli avversari, Pandev è troppo defilato mentre Rocchi è avulso dalla manovra. Nel finale di tempo Zarate comincia però a carburare seminando il panico nella zona di Sardo ma i suoi assist non trovano compagni pronti a trovare la rete. Ci si aspetta Foggia e invece ecco Meghni al posto di Rocchi dal primo del secondo tempo. Riprende lo Zarate show che salta a ripetizione Sabato con numeri impressionanti; doppi passi, elastici, cambi di direzione, sfugge in tutti i minuscoli spazi lasciati dai ragazzi di Zenga e offre assist importanti per Pandev che prima sciupa malamente di testa, poi sull’ennesimo invito del compagno si gira stupendamente ma calcia addosso a Bizzarri. Rossi vuole vincere, dentro Inzaghi e Foggia. Proprio quest’ ultimo, dopo un’azione personale dell’imprendibile Zarate, controlla splendidamente in area, salta Silvestre e insacca nell’angolino basso, mettendo la parola fine ad una partita esageratamente tattica.

La chiave – L’ingresso di Foggia, tardivo, crea scompiglio sul lato destro della difesa etnea, sin lì efficace con il tandem Sardo–Silvestre. Le iniziative del napoletano mettono in ansia il Catania che è costretto così a lasciare più spazio a Zarate, spostato sulla destra e letale quando può puntare l’uomo nell’uno contro uno. Pensare che Delio Rossi nell’intervallo aveva preferito inserire un abulico Meghni, fuori forma e senza meta fissa in questo modulo.

La chicca – Che dire, le chicche! Zarate fulmina gli avversari in continuazione, saltando il povero Sabato in dribbling di tutte le salse. Splendido il doppio passo multiplo, sensazionale la capacità di sfruttare i centimetri di campo disponibili, un giocatore veramente unico.

Top&Flop – Zarate su tutti, ottimo il reparto arretrato con Rozehnal e Radu sugli scudi. Decisamente fuori condizione Rocchi e Meghni, in assoluto i peggiori dei padroni di casa. Tra gli uomini di Walter Zenga bene Ledesma e Stovini, a tratti insuperabile, grande spirito di abnegazione di Mascara che sgroppa per tutta la partita tra difesa,centrocampo e attacco. Male Sabato, scherzato da Zarate, così così Izco senza una posizione precisa in campo.

-Massimo Culello-

sabato 1 novembre 2008

Probabili formazioni di Lazio-Catania


Lazio: Allenamento mattutino per la Lazio di Delio Rossi che stasera sarà in ritiro a Formello in vista del match di domani contro il Catania. Dubbio in attacco dove il tecnico romagnolo ha alternato nelle prove di oggi Rocchi e Foggia nel tridente offensivo, accanto a Pandev e Zarate. Nella lista dei 19 convocati non sono rientrati Cribari e Makinwa per scelta tecnica. Convocato, invece, Meghni, che ha smaltito i problemi di pubalgia. Ancora fuori per guai fisici Matuzalem, Firmani, Manfredini e Del Nero.

Catania: Emergenza Catania, tra i venti convocati di Zenga ci sono alcuni giocatori che non stanno benissimo: Sabato (che, comunque, mala che vada andrà in panchina), Llama (si era infortunato a Siena, sta cercando di recuperare, ma la sua presenza sembra quasi impossibile), Silvestri. Per quest'ultimo, Zenga ha aperto uno spiraglio: "Speriamo di riaverlo in campo perché Alvarez si è infortunato daccapo e non so in quali condizioni arriveremo alla partita. In ogni caso cercheremo di impostarla sempre noi, senza lasciare spazio ai pur pericolosi avversari". In definitiva, in difesa, il Catania potrebbe schierare Silvestre, Stovini, Terlizzi, e uno tra Silvestri e Sabato, tenendo il reparto bloccato in modo da arginare il tridente biancazzurro. Sono fuori anche Spinesi e Dica, quest'ultimo in permesso, è squalificato Tedesco. Insomma, Zenga, stavolta, dovrà ricorrere al turn over forzato

Lazio (4-3-3)
1 Carrizo, 2 Lichtsteiner, 13 Siviglia, 22 Rozehnal, 32 Radu, 5 Brocchi, 24 Ledesma, 11 Mauri, 18 Rocchi, 10 Zarate, 19 Pandev.
Ballottaggio: Rocchi 60%-Foggia 40%
Indisponibili: Del Nero, Matuzalem, Firmani, Manfredini
Squalificati: Nessuno
Diffidati: Pandev, Brocchi

Catania (4-3-1-2)
1 Bizzarri, 23 Terlizzi, 6 Stovini, 4 Silvestre, 21 Silvestri, 13 Izco, 5 Carboni, 26 Biagianti, 7 Mascara, 9 Paolucci, 16 Plasmati.
Ballottaggio: Stovini 70%-Sardo 30%, Plasmati 70%-Martinez 30%
Indisponibili: Spinesi, Dica, Silvestri, Llama, Alvarez
Squalificati:
Tedesco (1)
Diffidati: Nessuno

Arbitro: Gava di Conegliano (Altomare-G. Rubino; IV Calvarese)