mercoledì 30 settembre 2009

Rocchi: "Non ripetere gli errori fatti col Salisburgo"


Alla vigilia della sfida contro il Levski Sofia, il capitano della Lazio Tommaso Rocchi ha incontrato stampa, radio e tv. Di seguito la conferenza stampa integrale:

Come riuscirà la squadra ad uscire da questo periodo negativo?
“Io penso che quando si gioca ogni tre giorni non è facile recuperare le forze, soprattutto quelle mentali. Poi abbiamo subito diversi infortuni che ci hanno penalizzato, quindi si può avere un periodo meno positivo. Sicuramente noi siamo consapevoli della nostra forza, non penseremo al momento che stiamo attraversando e domani affronteremo la partita con tutte le nostre forze”.

Sei rientrato domenica contro il Palermo, come stai?
“Sto bene, sono guarito dall’infortunio. Sicuramente non ho molti allenamenti nella gambe, però penso che la condizione sta migliorando giorno dopo giorno, quindi domani darò il massimo e non mancherà il mio contributo”.

Dopo la sconfitta con il Salisburgo maturata in extremis, cosa avete imparato?

“Contro il Salisburgo penso che abbiamo imparato che le partite finiscono al novantesimo e che se abbassi la concentrazione si rischia molto, soprattutto in campo europeo. Abbiamo anche capito che in queste partite la lucidità deve essere sempre al cento percento”.

Come può uscire la Lazio da questa emergenza infortuni? Come può ampliare la rosa (riferimento anche ai “Dissidenti”)?

“La società in questo momento ha puntato su determinati giocatori, ed è normale che durante una stagione ci siano infortuni e squalifiche. L’importante è farsi trovare sempre pronti quando si viene chiamati in causa, poi penso che questi sono discorsi che riguardano maggiormente la società, noi dobbiamo solo dare il nostro meglio in campo”.

LLSN

EMERGENZA INFORTUNI: Ballardini sceglie Luciani(?)


Giovani alla riscossa. E’ l’altra faccia di una Lazio in piena emergenza e alle prese con la questione relativa ai vari “dissidenti”, pronti a portare Lotito in tribunale. A Catania era successo a Riccardo Perpetuini, entrato al posto di Foggia e autore di una prestazione da “veterano”. Domani sera potrebbe accadere ad Alessio Luciani. Classe’90, Luciani è il capitano della Primavera e potrebbe fare il suo esordio in biancoceleste niente di meno che in Europa League contro il Levski Sofia. Colpa, o merito se vogliamo, delle numerose assenze con cui deve fare i conti il tecnico della Lazio. Gli infortuni di Siviglia (distrazione muscolare), Scaloni (contusione ossea), Daikitè (distrazione muscolare) e Faraoni (rottura del crociato), la squalifica di Kolarov, l’impossibilità di impiegare Del Nero, che non è stato inserito nella Lista Uefa, così come Stendardo, lasciano poche opzioni a Ballardini. Scartata subito l’idea di proporre una Lazio con la difesa a tre, il tecnico ravennate ieri ha fatto diversi esperimenti. Tra questi quello che vede il giovane Luciani esterno sinistro con Lichtsteiner a destra, Cribari e Radu centrali. L’altra ipotesi è quella che vede Eliseu spostato in difesa. Luciani intanto, che nella Primavera porta i gradi di Capitano, sogna il grande salto. Per lui, originario di Pescorocchiano, da sempre un feudo laziale di 1.000 abitanti in provincia di Rieti, è un’occasione da giocarsi senza rimpianti. Spera di avere la sua possibilità, per dimostrare che merita di vestire la maglia biancoceleste, quella della sua squadra del cuore. E’ il nuovo volto di una Lazio giovane che cresce sempre di più e che rischia di perdere talenti del calibro di Pandev e Ledesma, ma che allo stesso tempo potrebbe ritrovarsi proprio in casa i campioni del futuro. Quei giovani che, per quattro anni, sono stai uno dei punti di forza del Delio Rossi-pensiero. Anche in attacco per Ballardini scelte forzate: indisponibile Cruz, in avanti vedremo Rocchi e Zarate dal primo minuto. A centrocampo, infine, forfait di Brocchi che rischia di tornare dopo la sosta del campionato.

martedì 29 settembre 2009

SIGNORI: "Rispetto per i giocatori"


Si è ormai ritirato dal calcio giocato, ma il suo cuore è rimasto biancoceleste, dopo 152 presente e 107 gol con quella maglia. Giuseppe Signori, un uomo di calcio d’altri tempi, ha commentato per “Mediagol.it” la gara tra la sua Lazio e il Palermo, giocata ieri e terminata col punteggio di 1-1.

La partita di domenica è terminata in parità: risultato giusto?
“Credo che fino a venti minuti dalla fine fosse giusto il risultato del pareggio. Nel momento in cui il Palermo si è portato in vantaggio, c´è stata la reazione veemente della Lazio, e dopo il pareggio gli uomini di Ballardini potevano anche vincerla. Fino a 20 minuti dal termine il pari sarebbe stato giusto, alla fine credo che, viste le numerose palle gol create dopo la rete, avrebbe meritato qualcosa in più la Lazio“.
“Credo che Lazio e Palermo siano due squadre improntate per raggiungere l´obiettivo minimo che è quello della Uefa“.
Anche la Lazio come i rosanero hanno un allenatore buono. Cosa ha portato di buono Davide Ballardini nella capitale?
“Ballardini è stato molto bravo a ridare fiducia a due giocatori finiti (Baronio e Matuzalem, ndr), il tutto dato dalle decisioni da parte della società stessa di mettere fuori rosa giocatori come Pandev e Ledesma, e penso potranno essere fondamentali per il gioco della Lazio“.
Il presidente Lotito è una delle figure più controverse del calcio nostrano. Ha fatto arrivare la Lazio a due eccellenti vittorie, in Supercoppa e Coppa Italia, ma ciò nonostante non sembra essere molto amato dai tifosi. Cosa ne pensi?
“Bè, la spaccatura fra l´ambiente ed il presidente da quando è arrivato c´è sempre stata. Per il momento i risultati gli hanno dato ragione, ha vinto due trofei quest´anno. E´ ovvio che in determinate situazioni, come quella dei ´dissidenti´, secondo me andrebbe gestita in maniera diversa. Così non si fa altro che spaccare l´ambiente: quando un giocatore ha torto è giusto che paghi, ma quando un calciatore ha un contratto è giusto che la società stessa lo rispetti“.
Se c’è qualcuno che può raccogliere la tua eredità in biancoceleste, questo è Mauro Zarate. L’argentino è già pronto per essere un campione?
“Credo che potenzialmente possa dare e fare molto di più. Tante volte lo vedo un pò troppo egoista, e questo va a discapito dei compagni stessi. Questo nessuno lo mette in dubbio, ma a lungo andare deve migliorare ancora molto, soprattutto per giocare con gli altri componenti della squadra“.
TMW

domenica 27 settembre 2009

Baronio: "dobbiamo tirare fuori le palle!"


Roberto Baronio, al termine della gara, commenta così l’ennesimo risultato non soddisfacente nelle ultime cinque partite: "Dobbiamo migliorarci in tutto, essere più precisi. Per vincere le partite dobbiamo fare gol, adesso facciamo un po’ di fatica, ma abbiamo ottimi attaccanti e sappiamo che la storia cambierà. Nello spogliatoio eravamo un po’ rammaricati per il risultato. Era una gara da vincere a tutti i costi e, per come abbiamo giocato, doveva andare così. Addirittura alla fine stavamo rischiando di perderla. Quindi meglio un punto. Ora ci aspetta una partita fondamentale giovedì". Guai a dire che il gol non arriva perché la squadra si chiude: "Noi facciamo sempre la partita, forse per questo prendiamo i contropiedi, perché ci esponiamo un po’ troppo. Comunque, ribadisco, dobbiamo ripartire dalla prestazione, non dal risultato". Ora che è tornato il capitano sarà più facile ritrovare la vena realizzativa: "Julio predilige la palla addosso, Tommaso ha un gioco in profondità incredibile. Siamo contenti che sia rientrato con il suo carisma". Ecco cosa serve per uscire dalla crisi, se così si può definire: "Dopo la gara di Parma ci siamo parlati. Dobbiamo tirare fuori le palle. Quando partite del genere si complicano, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità".

Lazio-Palermo 1-1


Dopo la bruttissima esibizione di mercoledì l’Olimpico applaude una buona Lazio nonostante il risicato pareggio finale contro il Palermo. Dopo un primo tempo di rara bruttezza e giocato su ritmi troppo blandi i padroni di casa escono dalla tana nella ripresa, creando palle goal a ripetizione ma trovando sempre pronto il portiere ospite. Nello stupore generale al 75’ Cavani porta in vantaggio la compagine di Zenga, ci pensa poi all’ 85’ Zarate a pareggiare i conti e Sirigu a portare a casa un punto prezioso per i rosanero.

In campo – Davide Ballardini cambia tutto rispetto alle ultime deludenti uscite e passa ad un più quadrato 4-4-2 con Foggia e Mauri sulle fasce. Emergenza totale in difesa, Siviglia e Diakitè sono ko, Kolarov è squalificato e Stendardo fuori rosa. Spazio quindi a Radu centrale e, sorpresa, Del Nero fa il terzino sinistro. Walter Zenga non è immune da novità, la più eclatante riguarda il siluramento dell’incerto Rubinho a favore del giovane Sirigu mentre Simplicio viene confermato dietro le punte che saranno Miccoli e Budan.

Si gioca – Compagini molto guardinghe nei primi minuti, la classifica non esaltante per entrambe costringe allo studio prolungato. Occasioni sporadiche e poco pretenziose, la prima arriva da Bresciano che prova il destro a giro fuori misura. Al 20’ lo emula quasi perfettamente Foggia dalla parte opposta, il sinistro del folletto napoletano sibila vicinissimo all’incrocio dei pali più lontano. La Lazio guadagna metri di campo e alza il pressing costringendo il Palermo a difendersi a pieno organico, al 24’ ecco Mauro Zarate che salta tre avversari in slalom e piazza il destro a giro dal limite sul quale Sirigu si allunga bene e mette in angolo. Sulla corsia di destra si rivede un buon Lichtsteiner, propositivo e tonico, il suo cross perfetto dalla trequarti trova Mauri ben smarcato in area ma il suo colpo di testa è facile preda dell’estremo difensore avversario. Al 39’ l’occasione più ghiotta del primo tempo, Baronio ruba palla in pressing e ribalta l’azione servendo in profondità Foggia, l’ala prova un tiro cross che Sirigu smanaccia, traiettoria velenosa che vola verso la porta ma Kjaer interviene di testa prima che la palla stessa entri in rete.

Nessun cambio nell’intervallo. La partita prosegue sulla stessa riga della prima fase, Lazio in continua spinta e Palermo alla ricerca di sé stesso. Al 10’ occasionissima per i padroni di casa, Foggia serve in profondità Zarate che in area tutto solo scarica il destro sui piedi dell’attento Sirigu. Entra Rocchi per Cruz e la Lazio alza il ritmo. Al 20’ lo stesso Rocchi appoggia al limite per Foggia, sinistro micidiale e prodezza di Sirigu. Sul ribaltamento di fronte Miccoli pesca Cavani in area, assist comodo per Simplicio, miracolosa l’intuizione di Muslera che intercetta. Non c’è un attimo di tregua, lancio lungo di Dabo per Rocchi, la palla sembra sfilare sul fondo ma il centravanti prova il sinistro e centra l’incrocio dei pali pieno! Ancora Lazio un minuto dopo, Rocchi cerca e trova Zarate che si smarca in area, sinistro potente alto di un soffio. Nel gioco del calcio, però, esiste una legge che è uguale per tutti, ovvero goal sbagliato goal subìto; Cavani trova spazio sulla trequarti, si accentra, destro non irresistibile ma Muslera non trattiene. 0-1. Lazio che si catapulta in avanti, al 40’ mischia con la sponda di testa di Dabo, Zarate raccoglie e di sinistro insacca in rete. 1-1. Assedio totale dei biancocelesti, un minuto dopo Zarate salta Bovo, destro secco, Sirigu si supera. Al 42’ Rocchi riceve palla in profondità, controllo in corsa e destro a incrociare, prodezza di Sirigu, ancora Rocchi, ancora clamorosa parata di Sirigu, palla a Mauri a porta quasi spalancata ma il suo sinistro è completamente sbilenco! Partita incredibile nel finale, finisce 1-1 tra gli applausi dell’Olimpico.

La chiave – L’ingresso di Tommaso Rocchi porta una ventata di rapidità e freschezza ad una Lazio troppo statica in precedenza. Arriva sì il goal di Cavani in contropiede ma si perde il conto delle azioni offensive dei padroni di casa…

La chicca – Il debutto in Serie A non è mai cosa facile, ma per Sirigu evidentemente la regola non vale. Semplicemente incredibile la doppia parata nel finale su Rocchi, prima sventa il destro di contro balzo e poi si rialza in un batter d’occhio a respingere ancora l’ottima conclusione dello stesso bomber veneziano. Strepitoso.

Top&Flop – Rocchi e Zarate assaltano il Palermo ma trovano un Sirigu in forma strepitosa, Baronio ancora ottimo in regia. Cruz visibilmente stanco, Mauri sciagurato quando calcia fuori malamente il possibile 2-1. Nel Palermo straordinario Sirigu con almeno cinque parate decisive, Cavani entra e fa il suo dovere. Impalpabile il resto della squadra ad eccezione di Balzaretti, Miccoli irriconoscibile.

-Massimo Culello-

venerdì 25 settembre 2009

Aspettando Lazio-Palermo...


La Lazio cerca i tre punti dopo quattro partite senza vittorie. Partito a razzo con la Supercoppa di Pechino e due trionfi nelle prime due giornate della stagione, il club capitolino si è a poco a poco spento e la sfida col Parma ne è l’emblema. Ballardini cerca quindi il riscatto e di fronte avrà la sua vecchia squadra, il Palermo di Walter Zenga. Difesa rimaneggiata per i capitolini vista la squalifica di Kolarov e l’infortunio di Siviglia. Resto della formazione confermata. Nel Palermo, invece, dubbio Cavani. Al suo posto dovrebbe scendere in campo Budan al fianco di Miccoli.

Roma, stadio Olimpico, domenica ore 15
PROBABILI FORMAZIONI

LAZIO (4-3-1-2): Muslera; Lichtsteiner, Cribari, Diakité, Radu; Dabo, Baronio, Mauri; Matuzalem; Cruz; Zarate. All: Ballardini

A disposizione:
Bizzarri, Perpetuini, Meghni, Del Nero, Foggia, Eliseu, Inzaghi.
Squalificati: Kolarov
Indisponibili: Makinwa, Brocchi, Scaloni, Rocchi, Siviglia, Faraoni


PALERMO (4-3-2-1):
Rubinho; Cassani, Kjaer, Bovo, Balzaretti; Nocerino, Blasi, Bresciano; Simplicio; Budan, Miccoli. All.: Zenga.
A disposizione: Sirigu, Goian, Migliaccio, Pastore, Bertolo, Mchedlidze, Succi.
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Hernandez, Liverani, Tedesco, Cavani

giovedì 24 settembre 2009

Di Canio elogia Ranieri e critica il Balla


Molto preso dal suo nuovo ruolo di “commentatore” pagato da Mediaset, Paolo Di Canio, nel dopo partita su digitale terrestre, contraddice più volte Ballardini sul primo gol. Il mister cerca di spiegare la situazione con calma, poi si arrabbia un po’ vista la protervia critica dell’ex giocatore. Curioso: lo stesso Di Canio loda le prodezze della Roma (un pareggio) definendo Ranieri “un paraculo” (ma in senso bonario, come a dire che il mister giallorosso è uno sveglio, un furbastro, uno giusto). Grandi risate e applausi.

Lazio-Parma 1-2


Tre sconfitte in quattro partite, un solo punto negli ultimi tre turni di campionato: il Parma apre ufficialmente la crisi della Lazio. All'Olimpico finisce due a uno per i gialloblù che vincono meritatamente. I biancocelesti pagano i ripetuti impegni, il masochismo di società e tecnico nell'escludere Pandev, Ledesma, Stendardo, Manfredini e Firmani, l'inesistente mercato estivo al di là di Cruz, tesserato a parametro zero. Il primo tempo, giocato nel silenzio assordante della Curva Nord, non regala emozioni a tinte biancocelesti. Anzi. La formazione di Guidolin, ben messa in campo dal tecnico degli emiliani con un efficace 3-5-2, colpisce dopo venti minuti: contrasto a metà campo tra Dzemaili e Baronio, il laziale rimane a terra, i compagni si fermano, ma sul proseguimento dell'azione Bojinov, mette dentro con un preciso sinistro al volo su cross di Zenoni.

Nell'occasione grosse responsabilità di Lichtsteiner che lascia il bulgaro completamente libero di battere a rete. In precedenza, la Lazio si era affacciata nell'area avversaria con un paio di conclusioni dal limite senza pretese di Zarate e Baronio. Il pubblico si spazientisce, contesta apertamente il presidente Lotito. Si fa male Siviglia, entra Cribari. La Lazio non c'è: a centrocampo è soffocata dal pressing degli emiliani, sulle fasce Lichtsteiner e Kolarov non riescono ad affondare, in avanti Zarate e Cruz annaspano senza mai trovare il guizzo vincente. Ciò nonostante i biancocelesti trovano il pareggio grazie a un rigore che Velotto assegna dopo un contatto tra Cruz e Mariga. Dal dischetto Zarate pareggia i conti.

Due minuti dopo (43') è ancora rigore, questa volta nell'altra area. Bojinov sguscia via come un'anguilla tra le maglie della difesa laziale, Kolarov lo atterra e si fa espellere per le successive proteste. Amoruso spiazza Muslera. Nell'intervallo Ballardini toglie uno spento Matuzalem per Foggia. Ma è il Parma a sfiorare il terzo gol con Amoruso che in girata colpisce il palo. I giocatori laziali, eccessivamente nervosi, protestano per un contatto tra Cruz e Dellafiore. Foggia rimedia un cartellino giallo per proteste, poco dopo Lichtsteiner rischia la medesima sanzione per un intervento su Dzemaili. Ancora Parma al 12', con Bojinov che fallisce la stoccata vincente. Ballardini prova un improbabile 3-3-3, il Parma gioca sul velluto con una veloce circolazione di palla che disorienta i biancocelesti fiaccandoli nelle energie.

Al 17' Baronio trova il corridoio giusto per Zarate che batte a rete di destro in diagonale trovando la pronta respinta di Mirante. Muslera tiene in partita la Lazio al 26', respingendo una conclusione ravvicinata di Amoruso dopo un assist di Bojinov. Poi è lo stesso bulgaro a consegnare il pallone al portiere laziale graziando i biancocelesti dopo un rinvio sbagliato dell'estremo difensore. I minuti passano, il Parma tiene, la Lazio non punge più. Arriva così la terza sconfitta consecutiva in casa che fa esplodere la contestazione contro Lotito.

lunedì 21 settembre 2009

Da Milano: Inter-Pandev quasi fatta!


L'Inter e Goran Pandev sono davvero ad un passo dal ritrovarsi. Il macedone, ormai in rottura totale con società e ambiente Lazio, dovrebbe approdare alla Pinetina a gennaio, quando Samuel Eto'o sarà impegnato in Coppa D'Africa con il suo Camerun. L'Inter, visti gli ottimi rapporti con il presidente Lotito, non premerà per la rescissione del contratto dell'attaccante ma giungerà ad un accordo con la società capitolina, così come avvenuto ai tempi di Dejan Stankovic.

L'intenzione della società di Massimo Moratti è quella, però, di ottenere un consistente sconto rispetto alla valutazione data al giocatore, quest'estate, da Lotito. 5,5 milioni più il prestito di uno tra Materazzi e Suazo. Questa la formula che dovrebbe spalancare le porte di Appiano al macedone. La Lazio pagherebbe, ovviamente, solo in parte l'ingaggio di Suazo o Matrix (circa 500 mila euro). Per Pandev già pronto un quadriennale da 2,8 milioni di euro a stagione. Molto più difficile che a Roma approdi, sempre in prestito, Marko Arnautovic.

domenica 20 settembre 2009

Catania-Lazio 1-1...non basta Cruz


Un bel Catania, vivo e voglioso di riscatto, mette alle corde la Lazio di Ballardini ma si ritrova con in mano un risicato pareggio. Dopo un bell’inizio della Lazio è il Catania a passare con un’invenzione di Martinez, ci vuole poi l’ingresso nella ripresa di Julio Cruz per stabilire la parità, bravo il centravanti a mettere dentro una bella giocata di Foggia. Inutile la veemente reazione dei padroni di casa dopo il pareggio, il palo e Lichtsteiner tengono a galla i capitolini che tornano a Roma con un punto.

In campo – Atzori per uscire dalla crisi di risultati sceglie ancora un modulo offensivo con Mascara e Martinez alle spalle di Morimoto punta centrale. Accantonate le ipotesi di difesa a tre, in difesa Spolli preferito ad Augustyn e Bellusci, centrocampo confermato in blocco in attesa del rientro del talentuoso Barrientos, fermo ancora ai box. Ballardini vuole riscattare la pessima figura in Europa League e per farlo silura il colpevole Cribari, troppo spesso vittima di amnesie, ma deve rinunciare a Julio Cruz e Dabo, sostituiti da Foggia e Meghni che completano una formazione a dir poco sperimentale.

Si gioca – Catania molto contratto e timoroso nei primi minuti, la Lazio fa molto possesso palla e pressa alto gli avversari. Subito pericolosi gli ospiti con Meghni che ruba un buon pallone sulla destra e centra per Zarate, destro immediato dell’argentino alto sulla traversa. Continuano a spingere gli ospiti, il vivacissimo Foggia prova il sinistro dal limite ma Andujar respinge con efficacia. Quando meno te lo aspetti, il Catania si sveglia; Martinez punta centralmente, scambio stretto con Morimoto e destro letale sotto l’incrocio che fulmina Muslera, 1-0. Sussulto immediato della Lazio con una serpentina di Zarate che appoggia per Baronio, destro preciso del centrocampista che sfiora il palo. La reazione degli ospiti si spegne qui, il Catania prende fiducia e e chiude tutti i varchi possibili cercando di fare male con lo scatenato Martinez. Ballardini si sbraccia, ma senza una prima punta si può solo affidare alle invenzioni di Foggia e Zarate, oggi stranamente abulico. Al 38’ altro contropiede catanese innescato da “Malaka” Martinez, palla per Delvecchio cheu tutto solo in area cerca un improbabile assist per Morimoto gettando all’aria l’occasione per chiudere la partita. Lazio annichilita.

Ballardini cambia uomini e modulo, dentro Cruz per Meghni e 4-3-3 con Foggia e Zarate larghi. Subito al 5’ discesa dirompente di Kolarov, cross basso e teso per Cruz che incredibilmente cicca il pallone da poco più di due metri dalla porta! Ma si sa, “El Jardinero” non perdona due volte, al 12’ Foggia va in slalom gigante sulla destra e crossa teso sul secondo palo dove Cruz tutto solo non può proprio sbagliare e insacca di testa il goal del pareggio, 1-1. Il Catania si risveglia e schiaccia la Lazio nella propria area, al 18’ Potenza riprende una respinta corta e calcia a colpo sicuro, decisiva la deviazione in corner di Siviglia. Passa meno di un minuto, Martinez raccoglie un cross di Capuano e da due passi centra il palo più vicino. Lazio con le spalle al muro, ancora super Martinez che asfalta in velocità Siviglia, cross per Morimoto che calcia a porta praticamente vuota, straordinario il salvataggio in tackle di Lichtsteiner. Serie infinita di cambi da ambo le parti, il match scorre però senza pericoli fino al termine dei quattro minuti di recupero concessi da Morganti.

La chiave – La posizione di Martinez, libero di svariare tra Morimoto e Mascara, mette in continua difficoltà la difesa biancoceleste, costringendo i due centrali ad aprirsi e non dando mai punti di riferimento agli stessi. L’uruguagio insacca il bellissimo goal del vantaggio, coglie un palo e serve a Morimoto la palla del possibile 2-1.

La chicca – Verso la metà della prima frazione i tifosi rossoblu alzano a gran voce il coro “Gabriele uno di noi” che risuona alto nel cielo catanese. Una bella dimostrazione di affetto e solidarietà da parte di una tifoseria che negli ultimi anni è stata troppo spesso giudicata con sufficienza…

Top&Flop – Su tutti l’oggi immarcabile Martinez, Morimoto fa un ottimo lavoro ma manca il goal del raddoppio. Male Mascara, stranamente fuori dal gioco e impalpabile, centrocampo muscolare ma privo di inventiva. Nella Lazio bene Foggia, rapido e autore dell’importante assist del pareggio, e Kolarov, sempre sicuro nel ruolo e pericoloso in avanti. Male Zarate, inconcludente come mai, Siviglia si fa saltare sul primo goal e non prende mai Martinez. Meghni continua nella sua irritante carriera capitolina fatta di ghirigori e poco altro.

-Massimo Culello-

sabato 19 settembre 2009

Aspettando Catania-Lazio con l'incubo infortuni


La Lazio va a Catania con l'incubo infortuni. Già nel big match con la Juventus, sabato scorso, Ballardini ha dovuto fare a meno di pedine importantissime come Zarate, Rocchi e Foggia. Per l'argentino, almeno stavolta, l'allarme è rientrato, Foggia ha già segnato nella tragicomica partita di Coppa, il capitano, invece, rimarrà a guardare e spera di essere convocato per il turno infrasettimanale contro il Parma.

Il Balla, che ha finalmente sciolto gli ultimi dubbi sul gruppo cui fare affidamento, si ritrova fra le mani altri enigmi, riguardanti la condizione fisica di Diakite e Cruz: entrambi sono alle prese con affaticamenti muscolari. Non gravissimi, ma tali da far pensare al peggio. Se Cruz non dovesse farcela, l'unico indiziato per sostituirlo resta Simone Inzaghi. Del Nero, infatti, è alle prese con una serie di allenamenti specifici che lo vorrebbero trasformare in terzino.

Se, invece, dovesse mancare Diakite, la Lazio potrà consolarsi col rientro di Siviglia. Torna a disposizione pure Kolarov, magari dal primo minuto. La spinta e le conclusioni del terzino sono diventati ormai un'arma tattica micidiale. Ma aldilà degli uomini, l'obiettivo di Ballardini è curare la sindrome da 'ultimi minuti': spesso, infatti, la sua Lazio accusa problemi non indifferenti nei finali di partita. Forse a causa di una condizione fisica approssimativa per molti giocatori (vedi Lichtsteiner), che non consente di arrivare lucidi al 90'. La sfida di Catania non parte sotto i migliori auspici, ma da questa prospettiva di può solo migliorare.

venerdì 18 settembre 2009

Lazio-Salisburgo 1-2


Dopo la sconfitta della Roma è arrivata anche la sconfitta della Lazio, battuta all'Olimpico dagli austriaci del Salisburgo. Non è andata bene la prima sfida del girone di Europa League agli uomini di Ballardini, illusi dal goal di Foggia e traditi dagli svarioni di Bizzarri e Cribari.

In campo - Ballardini fa rifiatare Muslera, Mauri e Siviglia inserendo Bizzarri, Meghni e Cribari e al posto dello squalificato Kolarov punta su Radu. In avanti confermato il duo Zarate-Cruz.

Si gioca - Il primo tempo non è di quelli destinati a rimanere nella storia: a partire meglio è il Salisburgo, ma la prima occasione è della Lazio, al 10', con Lichtsteiner che non centra il bersaglio. Al 20' caos nell'area biancoceleste, ma Bizzarri e compagni si salvano. Tchoyi lì davanti è un gigante, ma Diakite riesce a tenergli testa, sebbene il camerunense, alto 1 metro e 90, ci provi con insistenza. A cavallo della metà del primo tempo, prima Diakitè e poi Cruz si fanno pericolosi dalle parti di Gustafsson, ma al 34' la Lazio rischia grosso per un dubbio atterramento in area ai danni del bomber austriaco Janko. Il finale di tempo è di marca biancoceleste, con Cruz che spreca un'ottima ripartenza.

La ripresa si apre con Foggia in campo al posto di Dabò: un cambio che si dimostra azzeccato sin da subito, quando il peperino biancoceleste inizia a spaziare da destra a sinistra facendo ammattire la squadra austriaca. Zarate e Foggia, con Cruz ad agire da boa, imperversano seminando il panico tra i difensori del Salisburgo, messi ripetutamente in difficoltà dalle loro serpentine fino al 59' quando Foggia riesce a fare centro: raccogliendo un pallone sulla trequarti, il genio napoletano lascia partire un tiro dalla distanza che sorprende Gustafsson, in colpevole ritardo, e vale l'1-0. Ballardini, trovato il goal, torna allo schieramento di partenza, inserendo Mauri per Cruz e poco dopo Eliseu per Meghni, ancora una volta bocciato. Foggia continua il suo personale show sulla trequarti e anche Mauri ci prova dalla distanza, senza successo. La gara sembra ormai in ghiaccio ma all'81' succede l'imponderabile: su azione d'angolo, Bizzarri smanaccia malamente e trova pronto il difensore austriaco Schiemer a beffarlo per l'1-1. La Lazio non ci sta e vuole riprendersi i tre punti: Baronio ci prova con una sassata che sibila a lato di poco, ma per i biancocelesti il peggio deve ancora arrivare: durante il 2' minuto di recupero, infatti, Cribari la combina grossa sbagliando un facile disimpegno e servendo a Janko un pallone d'oro a tu per tu con Bizzarri: il bomber austriaco non sbaglia e i tre punti, incredibilmente, se li prende il Salisburgo.

La chiave - Topiche finali della difesa escluse, l'ingresso in campo di Pasquale Foggia aveva cambiato le sorti della gara e, goal a parte, il napoletano aveva incanalato la gara sui binari biancocelesti.

La chicca - Spesso, scelta più o meno condivisa, in Europa League viene dato spazio ai giocatori meno impiegati in campionato. Il risultato? Meghni è un fantasma, Bizzarri e Cribari fanno harakiri.

Top&Flop - Gli errori di Bizzarri e Cribari sono troppo grossolani e decisivi, Foggia dà il cambio di marcia ma non basta, Radu non è Kolarov. Nel Salisburgo bene Tchoyi e Janko, non convince del tutto il portiere Gustafsson.

martedì 15 settembre 2009

Aspettando il Salisburgo: Lichtsteiner e Matu KO, Zarate OK


I biancocelesti proseguono la preparazione in vista del Salisburgo: Lichtsteiner e Matuzalem non si sono allenati. Secondo giorno di stop per il terzino svizzero che ieri aveva lasciato il campo dopo il riscaldamento iniziale. A bloccare lo svizzero è un risentimento muscolare. Lichtsteiner dovrebbe riuscire a recuperare per la sfida di Europa League, ma nel dubbio Ballardini ha già messo in preallarme Scaloni.
Lavoro differenziato anche per Francelino Matuzalem che, oltre che per una botta al costato rimediata ieri, non è al meglio a causa di un affaticamento muscolare. Il brasiliano non dovrebbe giocare con il Salisburgo, per sostituirlo sono in ballottaggio Foggia e Meghni. Le buone notizie arrivano invece da Mauro Zarate che è perfettamente recuperato a dispetto di Tommaso Rocchi che prosegue invece il ciclo di trattamenti specifici per la contusione al quadricipite della gamba destra. Difficile un suo recupero per la gara con il Catania.

AGM-DS

lunedì 14 settembre 2009

Ballardini: "Pronti a onorare l'Europa League"


"Pronti ad onorare l'Europa League". In vista dell'esordio nella fase a gironi dell'Europa League, il tecnico della Lazio Davide Ballardini archivia il ko con la Juve in campionato e carica la sua squadra. "E' inevitabile che ci sia molto rammarico per il ko contro la Juventus - dice ai mcirofoni di 'Radio Incontro' - Molto dispiacere perché credo che la partita, meglio di così, fosse difficile da giocare. Non si meritava di perdere. Soddisfazione per quello che abbiamo fatto in campo e dispiacere per il risultato". Giovedì si volta pagina. Allo stadio Olimpico arrivano gli austriaci del Salisburgo: "Dobbiamo onorare l'impegno, come sempre - spiega Ballardini - Visti i tanti impegni ravvicinati, abbiamo il dovere di far riposare qualcuno, anche se non sarebbe giusto stravolgere la squadra, perché dobbiamo fare bene".
TC

Giorgio Sandri: "Voglio incontrare Alfano"


Giorgio Sandri è intervenuto ieri sera al programma televisivo su T9 “Goal di Notte”:
“Le motivazioni della sentenza hanno confermato tutta la mia indignazione già espressa sin dalla sentenza del 14 Luglio. La Corte d’Assise di Arezzo non ha condannato Spaccarotella per il reato concreto di cui s’è macchiato, ma ha giudicato volontariamente solo l’atto dello sparo, cioè la causa dell’uccisione di mio figlio, e non l’effetto, cioè la sua morte. E’ assurdo, hanno anche giustificato il movente, dicendo che la sua macchina non si era fermata al richiamo della Polizia. E’ ridicolo! Adesso aspetto che su questa sentenza si pronuncino tutte quelle persone che dissero di aspettare le motivazioni: voglio incontrare il Ministro della Giustizia Alfano che mi aveva invitato pubblicamente. Anche il Presidente della Lazio Lotito aveva detto che si sarebbe pronunciato solo alle motivazioni, ma non l’ho ancora sentito. Solo il Sindaco di Roma ha espresso la sua contrarietà alle motivazioni. Siamo stato abbandonati da tutti: per Spaccarotella è stata fatta una colletta. Daniela, la mamma di Gabriele, va avanti a psicofarmaci da 2 anni e nessuno si preoccupa di questo. A breve incontreremo la Provincia di Roma e la Regione Lazio per avviare formalmente la Fondazione Gabriele Sandri, che ha anche nel Comune il soggetto fondatore. Gabriele non può essere dimenticato nè cancellato: ringrazio Buffon che ha baciato la sua immagine sotto la Curva Nord, la stessa che era stata bandita a Verona col Chievo. Grazie ai ragazzi, alle gente perbene che ci ha sempre manifestato affetto, cordoglio e solidarietà in questa vicenda. Adesso però, aspettiamo le istituzioni, Gabriele è stato ucciso da un servitore dello Stato. Non dimentichiamocelo mai.”

domenica 13 settembre 2009

CI RISIAMO!...preferisco non commentare questa partita!..chi c'era ha visto


DOPO QUALCHE ANNO SEMBRA TORNATA LA BANDA MOGGI!
UN GOAL ASSOLUTAMENTE REGOLARE INSPIEGABILMENTE ANNULLATO (come fu in quel famoso Parma-Juve del 2000 col goal di Cannavaro), TANTE MA TANTE PUNIZIONI NON FISCHIATE (una delle quali porta al contropiede Juve e al loro primo gol), LE MANCATE ESPULSIONI DI CAMORANESI E FELIPE MELO, I CARTELLINI GIALLI "MAGICAMENTE" INCASTRATI NELLA TASCA DELL'ARBITRO. Bè...mejo non aggiungere altro, chie era con noi in Curva , ma anche chi l'ha vista da casa sicuramente ha visto come è andata e avrà sicuramente notato il pericoloso riavvicinarsi di un "SISTEMA MOGGI" per vincere le partite chiave.

-Manuel-

venerdì 11 settembre 2009

Aspettando Lazio-Juve...


ROMA - Più passano le ore, più sale l'ottimismo in casa Lazio. Mauro Zarate vuole giocare l'anticipo serale contro la Juventus e anche lo staff medico è ottimista. Parole di "speranza" arrivano oggi dall'allenatore biancoceleste Davide Ballardini.

ZARATE STA BENE - "Aspettiamo l'allenamento, Mauro sta bene. Ieri si è allenato con Rinaldi e non ha sentito alcun fastidio, ma vediamo come andrà oggi con il resto della squadra". Parla così Davide Ballardini, in conferenza stampa, mostrando ottimismo sul recupero di Zarate e confidando di poterlo schierare nella sfida di domani sera contro la Juventus.

SERVE PRESTAZIONE DI GRUPPO - "La Juve è certamente forte, ma è vero che la Lazio ha dimostrato che se la può giocare anche contro una squadra così - ha spiegato l'allenatore laziale -. Bisogna fare una grande prestazione di gruppo. Poi ci vogliono qualità importanti, che la Lazio comunque ha".

SPAURACCHIO DIEGO -
Il pericolo pubblico numero uno per la Lazio è il centrocampista juventino Diego, che quindici giorni fa ha steso la Roma all'Olimpico. "E' chiaro che abbiamo una nostra idea su come si deve difendere su di lui - ha concluso Ballardini -. Ma ridurre il discorso a un solo giocatore sarebbe delittuoso. Loro possono risolvere la gara con qualsiasi calciatore. Bisognerà essere attenti e compatti, giocare con grande intensità e velocità e cercare di esaltare le qualità dei nostri giocatori".

mercoledì 9 settembre 2009

Vangeli secondo Spalletti


SCRITTO DAL NOSTRO AMICO Fabrizio Villafranchi
dai Vangeli secondo Spalletti
Spalleti, 4 (4-2)

A quei tempi, Luciano Spalletti predicava nel catino del Foro italico alle sue sparute genti e vagheggiava di supremazia cittadina ed ambizioni europee.

Erano giornate di letizia che precedevano la Pasqua e nessuno faceva caso a lui.

Improvvisamente, quattro viandanti Laziali, stracchi ed affaticati, gli si fecero innanzi e Spalletti, volto lo sguardo sul primo di loro, chiese con fare autoritario cosa egli volesse.

Era un giovane Bianco e Celeste e proveniva dalla lontana Macedonia e, proprio in onore del nome della sua terra, gli elargì una pera al secondo minuto.

Luciano, sorpreso da cotanta audacia e preso da un moto rabbioso, levò, con fare minaccioso, il braccio destro e chiese, con voce stentorea e possente, un segno tangibile a riprova della loro fede.

Proprio in quell'istante il secondo viandante, chiamato dagli altri con il nome di Maurito, sparò un bolide da fuori area all'incrocio esatto dei pali.

Fu il segno che tutti attendevano da mesi e mesi e Spalletti, livido dall'astio, chiamò i suoi a raccolta per porre rimediò a tutto questo.

Proprio mentre echeggiavano le sue grida furiose, il terzo di loro, un giovane biondo e dagli occhi cerulei, si innalzò su una nuvola, al di sopra dei tre falegnami che di lui dovevano occuparsi e che, viceversa, discutevano tra loro sulla vacuità dei dettami del duce di Certaldo.

Fu un durissimo colpo per Luciano Spalletti e quando l'ultimo viandante, sceso per lui dalle lontane vette dei Balcani, gli si parò davanti, gli disse di tornarsene sui suoi passi poichè, preso dallo sconforto, null'altro avrebbe potuto dire in quella giornata.

Così fu ed il viandante, voltate le spalle a Spalletti, fuggì seco il pallone per 70 lunghissimi metri e lo depositò nelle lontane reti, sotto curva Nord.

Oramai disperato ed affranto, Luciano Spalletti richiamò il suo prediletto, un ometto sfatto, con un braccio fasciato ed il pollice consunto dal troppo ciucciare.

Nel far ciò, Luciano Spalletti pose la sua mano sinistra sulla spalla di lui e quello, che era chiamato Totti, si gettò a terra contorcendosi dal dolore, nella più bieca simulazione.

Vedendo che non vi era rimedio a quella situazione, Spalletti si rifugiò, con i suoi accoliti, negli spogliatoi e vi rimase lunghe ore a chiedersi in cosa avesse sbagliato.

SCRITTO DAL NOSTRO AMICO
-Fabrizio Villafranchi-

Lazio-Juve: Siviglia e Matu ci saranno


Buone notizie per la Lazio dal fronte infermeria, Sviglia e Matuzalem dopo i controlli effettuati in mattinata alla clinica Paideia, sono a disposizione del tecnico. Si rimane in attesa per Zarate, Diakitè e Baronio.
Finalmente qualche buona notizia sul fronte infortuni in casa Lazio, dopo giorni di ansia per alcuni elementi della squadra biancoceleste, questo pomeriggio sono arrivati segnali confortanti sia da Sebastiano Siviglia che da Francelino Matuzalem. Entrambi hanno effettuato esami clinici presso la clinica Paideia, che per il centrocampista brasiliano hanno escluso qualsiasi tipo di trauma al ginocchio. Mentre per Sebastiano Siviglia hanno confermato la sua guarigione, dopo la contrattura muscolare che aveva accusato dieci giorni fa. Quindi entrambi saranno disponibili contro la Juventus. Ancora in dubbio invece la presenza di Zarate, Baronio e Diakite. Le loro condizioni verranno valutate questo pomeriggio nella seduta di allenamento a Formello fissata per le ore 17.00.

Zarate non molla: sabato vuole esserci


ROMA - E’ una corsa contro il tempo, ma Mauro Zarate vuole esserci. La gara contro la Juve è un must troppo importante per saltarla. Lo staff medico della Lazio è ottimista e ribadisce che l’argentino sabato sera vestirà una maglia numero 10. Ma bisognerà attendere per tramutare certe sensazioni in realtà. In questi giorni il giocatore, che lamenta una leggera contrattura alla coscia sinistra, sta facendo le cure del caso e domani verrà sottoposto ad un esame di controllo. Se verranno scongiurati problemi più gravi, Zarate sarà in campo. Altrimenti meglio non rischiare, anche perché la Lazio è attesa di un tour de force, che vedrà la squadra giocare sia in campionato che i Europa League.
Migliora intanto l’infiammazione tendinea di Baronio: il centrocampista prosegue il lavoro differenziato che dovrebbe permettergli di tornare a lavorare con il resto della squadra già da oggi. Migliora anche il problema muscolare di Siviglia, che oggi potrebbe tornare in gruppo.
Sensibili miglioramenti anche per Diakitè ancora alle prese con i postumi della contrattura muscolare patita nel pre-gara con l’Atalanta. Anche il franco-senegalese dovrebbe tornare ad allenarsi con i compagni già domani.

-da Leggo-

venerdì 4 settembre 2009

Real Zaragoza-Lazio 0-2


La Lazio ha battuto 2-0 il Real Saragozza in amichevole. A segno Foggia su rigore al 74' e Zarate proprio allo scadere. Continua a vincere, quindi, la squadra di Davide Ballardini, a punteggio pieno dopo due giornate di campionato. I biancocelesti, dopo avere rischiato di passare in svantaggio nella prima frazione, hanno trovato il gol grazie al solito Julio Cruz, bravo a procurarsi un calcio di rigore al 74': dal dischetto Foggia non sbaglia. Poi sale in cattedra Bizzarri, che si supera su un colpo di testa di Gabri. Ma la Lazio è cinica al punto giusto: al 90' Zarate parte in contropiede e, dal limite dell'area, lascia partire un diagonale che sorprende il portiere degli spagnoli Vallejo.

Stasera R.Saragozza-Lazio...parla JP


E' passato, in prestito con diritto di riscatto, al Real Saragozza in estate. Ma non ha gradito il trattamento ricevuto alla Lazio, e non lo manda a dire.
Parlando col quotidiano Olè, Juan Pablo Carrizzo racconta: "mi sono allenato per sei mesi con impegno, poi mi hanno detto che non avrei giocato".
Ora, riparte, sudandosi un posto nella Liga: "Parto alla pari, lavoro con impegno per conquistarmi il posto da titolare. Ora sono sereno".

mercoledì 2 settembre 2009

CAMPAGNA ABBONAMENTI EUROPA LEAGUE


La S.S.Lazio comunica i prezzi e le date per la campagna abbonameti della Europe League 2009:
PERIODO DI VENDITA
La campagna abbonamenti Europe League 2009 avrà inizio l’8 settembre e terminerà il 17 settembre 2009 e potrà essere effettuata presso i Lazio Style 1900 e le ricevitorie Lottomatica autorizzate. Dall’ 8 al 10 settembre sarà possibile effettuare la prelazione per abbonati al campionato stag. 2009/2010. In questo periodo i nuovi abbonati potranno acquistare l’abbonamento sui posti non soggetti a prelazione. Dall’ 11 al 17 settembre la vendita sarà libera a tutti.
Tribuna d’Onore Centrale: Intero 250 €.
Tribuna d’Onore Sinistra: riservata alla Uefa
Tribuna Monte Mario: Intero 180 €. - Donne 120 €. - Ridotto Under 16 120 €.
Tribuna Tevere Top: Intero 140 €. - Donne 90 €. - Ridotto Under 16 90 €.
Tribuna Tevere: Intero 100 €. - Donne 60 €. - Ridotto Under 16 60 €.
Distinti Nord-Est / Nord-Ovest / Sud-Est: Intero 40 €. - Donne 30 €. - Ridotto Under 16 30 €.
Curva Nord / Sud: Intero 40 €. - Donne 30 €. - Ridotto Under 16 30 €.